Chi ha paura del buio?

foto_personale_low_res.jpgHo appena trascorso la settimana più tosta, intensa e indimenticabile di quest’anno: insieme a più di 300 persone ho concluso uno straordinario percorso di formazione personale, uno di quelli in cui ci si fa un mazzo così, uno di quelli in cui ti fanno fare “cose da pazzi” (puoi vedere le foto dell’evento nell’area riservata…). Voglio quindi prendere spunto da quest’esperienza straordinaria per raccontarti come l’ho vissuta io. Il seminario si chiama “Power Seminar”, è tenuto dal mitico Roberto Re e gli argomenti trattati comprendono le strategie di controllo della propria vita, la gestione delle emozioni, la comunicazione, la qualità delle relazioni uomo-donna, la leadership e il rapporto con il denaro. Insomma, una vera potenza. Inizialmente, prima di decidere di andare, ero molto titubante: ho dovuto vincere notevoli resistenze per compiere anche questo passo. Ed è proprio della gestione delle resistenze che ti voglio parlare, del modo in cui ho imparato a gestirle io. Uno dei momenti del corso infatti prevede una prova “speciale” che consiste nell’arrampicarsi in cima ad un palo alto oltre tredici metri, alzarsi in piedi una volta sulla cima e lanciarsi nel vuoto! Naturalmente sei legato ad una corda, quindi non ti schianti per terra… Tuttavia, anche se sapevo che ero assicurato dalla corda, ti posso assicurare che per alzarmi in piedi sulla cima di questo dannato palo ho dovuto affrontare faccia a faccia una delle mie più grandi paure: quelle dell’altezza.

Cosa ho imparato da questa esperienza? Tantissimo. Quante volte, nella vita, ti è capitato di bloccarti di fronte a circostanze che ti fanno paura? Hai mai pensato che è possibile imparare a gestire emozioni così paralizzanti come questa? Per me, salire l’ultimo piolo del palo, per mettermi in piedi sulla cima, è significato dover affrontare una paura letteralmente paralizzante: volevo farlo, ma la gamba non rispondeva alla mia volontà, era inchiodata lì, immobile. Rimanevo aggrappato all’ultimo pezzo, come si rimane aggrappati alle proprie sicurezze, ai propri schemi mentali, alle proprie abitudini e comodità. E qui, per me, non è bastato ripetermi semplicemente di potercela fare, si trattava di emozione pura, di adrenalina in circolo: una parte di me non rispondeva più ai miei comandi razionali, prendendo il sopravvento sulla mia volontà. Non avevo mai sperimentato una paura così intensa. Poi, ad un certo punto, ho trovato una strada nuova, mi sono come “connesso” con una parte più intima di me, una parte che non ti saprei definire bene, direi forse “interiore”…una parte più potente, che è in grado di compiere cose mirabolanti e le ho chiesto di trovare le risorse necessarie a permettermi di compiere quell’ultimo passo: quello più difficile. Credo che questa mossa sia stata quella decisiva per me. Come si gestisce un’emozione così forte? Cosa bisogna fare, cosa bisogna pensare? Esiste un trucco? Bene, quello che ho imparato è che basta tenere d’occhio tre cose importanti : 1) il focus mentale, cioè ciò verso cui concentri la tua attenzione, ciò verso cui rivolgi lo sguardo del tuo pensiero (sul palo, ad esempio, bisognava non guardare giù); 2) la fisiologia, in special modo la respirazione; 3) il tuo dialogo interno, cioè ciò che ti dici dentro: ripetersi “non ce la farò mai” ha un impatto molto diverso da “ce la farò di sicuro”. Vuoi sapere com’è andata a finire, vero? Ebbene, con questi strumenti ho affrontato anche questa paura incredibile e ho trovato il modo di drizzarmi sul palo per lanciarmi nel vuoto. Questa prova mi ha certamente aiutato a superare e vincere definitivamente alcuni limiti che da sempre hanno condizionato la mia vita. Qui non si tratta di fare gesta da eroi o bravate incoscienti. Si tratta di imparare a gestire se stessi e i propri limiti. Troppe volte mi è capitato di arrestarmi di fronte ad un ostacolo a prima vista insormontabile e oggi, guardandomi indietro, credo di aver conquistato una nuova consapevolezza, quella di poter gestire meglio le mie emozioni, in special modo quelle negative. E tu, che ne pensi? Sono di più le volte in cui gestisci le tue emozioni o le volte in cui sono loro a gestire te? Pensaci un po’ su: ne vale la pena.

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http://www.hrdonline.it/
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One Response to Chi ha paura del buio?

  1. Carlo Amaddeo says:

    Decisamente! Io sto abbracciando in pieno la filosofia di Roberto: fai dell’insicurezza la tua migliore amica! Ormai non ho paura a fare più nulla di ordinario e anche lo straorinario, a quanto pare, ci riesce piuttosto benino….
    P.S. Comunque sembriamo proprio persone serie in questo blog… ma ti ricordi i momenti di massaggio al buddy??? Io oggi vado dal mio fisioterapista a farmi dare una riparatina alla carrozzeria, dopo tutte le botte prese…. 😀

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